Acquedotto Storico di Genova

L’acquedotto storico di Genova è una struttura edificata in epoca romana partendo dal fondovalle del torrente Bisagno per rifornire d’acqua la città.
Durante tutto il periodo medioevale fino al circa 1600, la già imponente struttura dell’acquedotto storico di Genova fu ulteriormente ampliato ed elevato ad una quota più alta 50 metri circa, per soddisfare le esigenze di una città in rapida espansione e raggiungere anche i quartieri più lontani posizionati a ovest.
Restò in funzione fino a metà Ottocento ma la sua acqua arrivava fino al quartiere del Molo durante l’anno 1951 per poi esaurirsi.
Una buona parte dell’acquedotto storico di Genova che misurava ben 40 chilometri è scomparsa con l’espandersi urbano della città. Per fortuna restano lunghi tratti pianeggianti che disegnano un percorso pedonale, ma non ciclabile, assai interessante sia dal punto di vista storico che naturalistico.
Vi sono architetture civili e monumentali fantastiche come il ponte canale sul Rio Torbido o nel portale del Barabino della Galleria della Rovinata, i capolavori di ingegneria dei ponte sifone sul Geirato e sul Veilino, gli antichi lavatoi, i ceppi in marmo che delimitavano i confini delle proprietà, i boschi di querce e castagno ed i versanti assolati a macchia mediterranea.
Così, nel corso dei secoli, l’acquedotto si è trasformato e mimetizzato fra le case e gli orti dei vecchi borghi, giungendo fin nel centro cittadino.
Oggi grazie ad un percorso si può rivivere tutta la vecchia storia dell’acquedotto storico di Genova grazie all’itinerario attraverso le alture della Val Bisagno, dove è possibile visitare l’antichissima Abbazia romanica di San Siro, edificata nel XII secolo.

Da non perdere sul rio Geirato, il ponte canale, un’opera ingegneristica che permetteva il passaggio dell’acqua attraverso un sifone posto nella struttura del ponte stesso, per permettere all’impianto idrico di attraversare la valle senza doverne seguire il profilo, costruito nel 1777, è lungo più di 600 metri ed è sorretto da 22 arcate.

Avanti qualche chilometro inizia lo spettacolare ponte canale sul rio Veilino, una meraviglia architettonica risalente al 1837 su progetto dell’architetto Barabino.
Lungo 450 metri e alto 20, è sorretto da 19 arcate e percorso da una coppia di tubi in ferro dentro le quali scorreva l’acqua destinata a raggiungere il centro città; la tubatura a monte è ancora quella originale della costruzione.
Il ponte si sviluppa quasi “a volo d’angelo” sulle guglie e sulle cupole del Cimitero Monumentale di Staglieno, offrendone una visione estremamente panoramica.

I ponti sifone sono gestiti da associazioni che ne curano la manutenzione e l’apertura al pubblico; per verificarne gli orari contattare:
Per il Ponte Rio Geirato circolo Sertoli e-mail: circolosertoli@libero.it – cellulare: +39 3333208182
Per il Ponte Rio Veilino associazione Aegua Fresca e-mail: aeguafresca@gmail.com – cellulare: +393407167426
Domande frequenti
Quando è stato costruito l'Acquedotto Storico di Genova?
La struttura risale all'epoca romana, quando fu realizzata per portare l'acqua dalla Val Bisagno alla città. Nel corso del Medioevo, fino a circa il 1600, venne ampliata e innalzata a una quota superiore per servire anche i quartieri più lontani a ovest.
Fino a quando è rimasto in funzione?
L'acquedotto ha continuato a rifornire d'acqua la città fino a metà Ottocento, mentre alcuni tratti hanno servito il quartiere del Molo fino al 1951.
Quanto è lungo il percorso dell'acquedotto?
Il tracciato originale misurava circa 40 chilometri, ma buona parte è stata assorbita dall'espansione urbana della città. Restano oggi lunghi tratti pianeggianti percorribili a piedi.
Il percorso è adatto anche in bicicletta?
No, si tratta di un itinerario esclusivamente pedonale, non ciclabile.
Cosa si può vedere lungo il cammino?
Tra le architetture più interessanti ci sono il ponte canale sul Rio Torbido, il portale del Barabino alla Galleria della Rovinata, i ponti sifone sul Geirato e sul Veilino, oltre ad antichi lavatoi e i boschi di querce e castagni della Val Bisagno.
È possibile anche visitare l'antica Abbazia romanica di San Siro.
È un percorso storico o anche naturalistico?
Entrambe le cose: unisce testimonianze di ingegneria idraulica antica a paesaggi naturali tipici dell'entroterra genovese, tra boschi e versanti a macchia mediterranea.




