Porta dei Vacca
l'altro varco del centro storico genovese

La Porta dei Vacca, nota originariamente come Porta di Santa Fede per la vicinanza all'omonima chiesa, rappresenta uno dei due ingressi monumentali superstiti della cinta muraria genovese del XII secolo. Situata a ponente del centro storico, fungeva da varco strategico per chi proveniva dalla Francia o percorreva l'antica via romana.
Storia e origini del nome
• Identità e Famiglia: il nome attuale deriva dalla potente famiglia Vachero (o Vacca), che nel XII secolo possedeva terreni ed edifici in questa zona.
È conosciuta anche come Porta Sottana, per distinguerla dalla gemella Porta Soprana (o Superana) situata sul lato opposto della città.
• La difesa della Superba: la sua costruzione, avvenuta tra il 1155 e il 1160, fu dettata dalla necessità di difendere Genova dalla minaccia dell'imperatore Federico Barbarossa.
• Un'impresa epica: le fonti storiche descrivono la realizzazione delle mura come un atto di orgoglio collettivo: l'intero popolo genovese, inclusi uomini e donne, lavorò incessantemente giorno e notte, completando gran parte dell'opera in soli 53 giorni.
Architettura e innovazione
La Porta dei Vacca non è solo una struttura difensiva, ma un capolavoro di ingegneria medievale che segna il passaggio della città dalle costruzioni in legno alla "città di pietra".
• Tecnologia d'avanguardia: fu realizzata in "opera quadrata", utilizzando blocchi di pietra perfettamente squadrati, una tecnica molto avanzata per l'epoca.
Presenta inoltre l'uso dell'arco a sesto acuto e della bicromia (corsi alternati di calcare grigio e filari bianchi), elementi che le conferiscono una grande monumentalità.
• Le due Torri: la struttura è composta da due imponenti torri semicircolari. Nel corso dei secoli, lo sviluppo urbanistico le ha "inghiottite": la torre a monte fu inglobata nel Settecento nel Palazzo Serra, mentre quella a mare è stata riportata al suo aspetto originario grazie ai restauri del 1960-61.
• Dettagli artistici: l'interno della porta è decorato con capitelli che presentano motivi zoomorfi (animali) e fitomorfi (piante).
Un'iscrizione sul pilastro settentrionale riporta i nomi dei maestri costruttori: Guiscardo, Giovanni Buono Cortese e Giovanni di Castro.
Curiosità e leggende
• Trofei di guerra: sulla porta furono appesi per secoli gli anelli delle catene del porto di Pisa, portati via come trofeo dopo la vittoria del 1290 e restituiti solo nel 1846 come gesto simbolico di fratellanza prima dell'Unità d'Italia.
• Il passato oscuro: A partire dal XIII secolo, le torri persero la loro funzione militare e vennero utilizzate come cupi luoghi di prigionia, tortura ed esecuzioni capitali.
• Il Carro Spettrale: legata al suo passato di prigione è la leggenda del carro fantasma.
Si racconta che tra la notte del Venerdì Santo e l'alba di Pasqua uno spirito incappucciato guidi un carro fuori dalla porta per raccogliere le anime di chi ha subito una morte violenta, conducendole verso la Valle di Carbonara in cerca di pace.
Oggi la Porta dei Vacca segna l'inizio di Via del Campo, la celebre strada resa immortale dai canti di Fabrizio De André, e rimane uno dei simboli più potenti dell'identità e della gloria della Genova medievale.







